Charlie

Charlie

16.01

Oggi voglio parlarvi di Charlie, perché da un anno e mezzo a questa parte è diventato un pezzo importantissimo della mia vita, e io voglio raccontarvi la nostra storia.

Io sono cresciuta con due gatti, erano lì quando sono nata e se ne sono andati alla veneranda età di circa 16 anni, quindi sono una di quelle persone che hanno scoperto cosa sia l’amore di un animale fin da piccolina. Quando poi mi sono trasferita a vivere da sola sentivo sempre un enorme vuoto dentro, specialmente quando tornavo a casa la sera dopo lavoro, oppure nelle giornate libere che trascorrevo a rendere più “mio” l’appartamento, e sapevo esattamente cosa mancava.

Allora a Gennaio 2016 sono andata presso il “gattile” della mia città a curiosare un po’ e ad informarmi su cosa avrebbe comportato adottare un micio. Entrare in quel posto mi ha immediatamente trasmesso un’ondata di serenità e al contempo di tristezza, perché, sebbene ci fossero diversi gatti che erano cresciuti lì e che non si sarebbero mai separati da quell’oasi, tanti altri invece erano in cerca di una casa, di una famiglia, e ciascuno con una storia da raccontare.

Durante la mia prima visita al gattile ho chiesto informazioni per capire quale di essi si sarebbe meglio adattato a una vita in appartamento, come inserirlo nella nuova casa, come prendermene cura…la signora che mi ha seguita è stata splendida, innamoratissima di quelle creature al punto da conoscerle tutte per nome e per carattere, e mi ha indicato alcuni dei mici che secondo lei facevano al caso mio. Ho conosciuto così la gattina strabica, dolcissima e coccolona, il gatto nero smilzo e acrobata, il micio tigrato di cui mi sono subito innamorata, ma troppo diffidente nei miei confronti anche solo per una carezza. E più tempo passavo tra i gatti e più se ne avvicinavano, tutti curiosi e intenzionati a prendersi la loro dose di coccole. C’era mio papà con me – non troppo convinto del mio piano ma oramai piuttosto rassegnato di fronte alla mia determinazione – che uscendo mi ha indicato un gatto grigio che era venuto a farsi fare due coccole per poi ritirarsi in una cuccia lontano da sguardi indiscreti, a lui piaceva quello. La mia prima visita al gattile si è conclusa così, con il cuore colmo e la voglia di portarmeli tutti a casa.

Una seconda volta, accompagnata dal mio fidanzato, ho cominciato a chiarirmi le idee: il tigrato aveva fatto breccia nel mio cuore, ma il sentimento non era condiviso… allora ho cominciato a fare amicizia con la gattina strabica, simpaticissima e davvero tanto tenera, tant’è che alla fine mi ero decisa che sarebbe stata lei a tornare a casa con me, dovevo però prima attrezzarmi per il nuovo ospite, quindi sarei tornata un’altra volta.

Ed infine il 25 Gennaio sono arrivata in oasi con una carissima amica, attrezzata con una gabbietta e un’emozione incredibile, pronta a portarmi a casa una nuova avventura. Per caso ho ritrovato la signora della prima visita, felicissima di rivedermi e prontissima per affidarmi una delle sue creature; quale avevo scelto? La gattina strabica? Cara, un’ottima scelta, è un amore! Ma il certosino di cui si era innamorato il papà l’avevo più considerato? – In realtà no, perché non l’avevo neanche visto la seconda volta, e poi io ero cotta del tigrato, ma che fine aveva fatto il gatto grigio?

E così la gentile signora mi ha detto: “Aspetta, vediamo se lo trovo, di solito si nasconde sempre nei suoi posticini preferiti, lontano dagli altri perché non si sente a suo agio in oasi”, e così ci siamo messi alla ricerca del certosino. Dopo aver esplorato due o tre nascondigli, ecco che finalmente la signora lo trova arrotolato su se stesso all’interno di una gabbietta nascosta dagli occhi di tutti, umani e pelosi. La tenerezza che ho provato in quell’istante non so descrivervela… mi è stato spiegato che lui non stava bene all’interno di quell’oasi, non gli piaceva la compagnia degli altri gatti e cercava sempre di crearsi qualche spazietto tutto suo dove nessuno potesse disturbarlo. Mi piangeva il cuore. Ed è stato in quel momento che ho capito che era proprio il certosino che sarebbe tornato a casa con me, perché lui più di tutti cercava una casetta tutta sua e una famiglia che se ne prendesse cura, e io potevo offrirgli entrambe le cose.

Senza indugiare oltre ho comunicato la mia decisione alla signora del gattile, e lei tutta contenta ha provato a farlo uscire dalla gabbietta, ma niente, lui se ne voleva stare lì, e così me lo sono portato a casa senza neanche vederlo bene, letteralmente “a scatola chiusa”. Ed è così che è iniziata la storia di Charlie, dopo un passato burrascoso di cui conosco – forse – solo alcuni pezzi, ma da quel 25 Gennaio siamo diventati indivisibili.

Lui si è impossessato del divano, della poltrona, della mia parte del letto, di ogni centimetro vivibile della mia casa e del mio cuore, e io me ne prendo cura come se fosse un figlio. Nell’arco dei mesi ha cominciato a fidarsi sempre più di me, e oggi sa come farmi capire che mi è riconoscente per aver voluto condividere la mia vita con lui. E così si è riempito anche quel vuoto che non mi lasciava in pace i primi mesi da sola in questo appartamento, e sebbene oggi siamo in tre sotto lo stesso tetto, io so che senza quella palla di pelo non sarebbe la stessa cosa.

Ecco perché vi consiglio con tutto il cuore di prendere in considerazione l’adozione di un gatto adulto se ne avete la possibilità, perché nel momento in cui decidete di prendervi cura di una creatura con un passato alle spalle, state pur certi che il suo amore sarà mille volte più sincero e sentito.

20160125_200237Questa foto (sfocata) ritrae il momento esatto in cui Charlie, dopo essere uscito per la prima volta allo scoperto il giorno in cui l’ho portato a casa, è venuto ad accoccolarmisi in braccio in cerca di conforto e riparo. E’ un ricordo impagabile per me…

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