Shiseido Synchro Skin Foundation - Recensione

Shiseido Synchro Skin Foundation – Recensione

shiseido synchro skin foundation

Il fondotinta Synchro Skin di Shiseido è stato un acquisto ben ponderato: ne ero rimasta affascinata dopo averlo visto pubblicizzato al suo lancio, e l’interesse è aumentato nel momento in cui Anna Gaia (aka. Colei la cui opinione mi spinge a sperperare i miei averi) ha pubblicato la sua recensione e mi ha convinta a provarlo, portandomene addirittura un assaggio durante un nostro incontro a Milano. E’ stato infine il fato a dare il colpo di grazia, servendomi uno sconto succulento su un piatto d’argento, al che ho abbassato le mie difese e mi sono arresa a comprarlo.

La caratteristica principale di questo fondotinta è quella di adattarsi a chi lo indossa, letteralmente. Tira fuori le sue virtù idratanti quando la pelle si disidrata mentre ha al contempo la capacità di tenere sotto controllo la lucidità di altre zone del viso. Insomma, si sincronizza letteralmente alla vostra pelle. Oltre a ciò, possiede anche un SPF 20 e principi antiossidanti, insomma, sulla carta è davvero una bomba!

Pensavo che una volta arrivato me ne sarei innamorata subito, perchè vi è stato un colpo di fulmine quando l’ho provato la prima volta: sono innanzitutto rimasta colpita dalla naturalezza del suo finish, che una volta indossato diventa quasi invisibile, come se la vostra pelle risultasse tutto ad un tratto migliorata, per non dire perfezionata. Inoltre ha una coprenza media che, unita al suo aspetto naturale, rende possibile stratificarlo senza risultare eccessivamente artefatto. Infine, la colorazione scelta (Neutral 1) si adatta perfettamente al mio viso, più di qualunque altro fondotinta in mio possesso. Fin qua tutto ok.

Ho notato però che, indossandolo senza alcun tipo di base, ha sulla pelle un finish abbastanza “asciutto”, nel senso che dona alla pelle quell’effetto bambola di porcellana che un po’ mi ricorda il Like a Doll di Pupa – anche per la consistenza molto liquida – solo un po’ più opaco; non dico che sia un male, solo che ho imparato ad apprezzare fondotinta con un pizzico di luminosità in più, che ai miei occhi risultano anche un po’ più realistici rispetto ad un finish tanto cipriato.

Ho ovviato al problema aggiungendo al fondotinta una goccia di primer o crema illuminante (Lumi Magique Pure Light Primer di L’Oréal / Mac Strobe Cream) oppure utilizzando come base il Dopobarba di Nivea per consentire al fondotinta di scivolare con più facilità impedendogli quindi di apparire un po’ troppo “secco”.

Quello che reputo invece il difetto vero e proprio del Synchro Skin – che però immagino noteranno solo le pelli miste e non quelle normali/secche – riguarda la sua tenuta. In queste giornate più umide e calde ho notato che, nonostante il suo vanto di essere a lunga durata e perfetto per diversi tipi di pelle, è il fondotinta che cede più facilmente al sudore e a strapazzamenti vari (come ad esempio soffiarsi il naso). Su di me gli basta davvero un niente per cominciare a disintegrarsi in primis sul mento per poi lasciarsi andare anche attorno al naso e sulla fronte, indipendentemente dal correttore che vi abbino.

Insomma, in definitiva che idea mi sono fatta del Synchro Skin?

Ho dovuto studiarlo più a lungo di quanto pensassi, provando a combinarlo con svariati prodotti per capire come apprezzarlo maggiormente e come migliorarne la durata. Sono quindi giunta a queste conclusioni:

  • Lo reputo un buon fondotinta, ma più impegnativo di quanto sperassi. Quando lo uso devo per forza abbinarlo o ad una base illuminante o ad un primer affinché mi piaccia l’effetto che ha sulla pelle e per mitigarne il finish cipriato.
  • Sebbene sia classificato come fondotinta a lunga tenuta, non arriva ai livelli del Double Wear di Estée Lauder e lo consiglierei al massimo per una pelle mista, non grassa. Non è il prodotto che sceglierei per le lunghe e afose giornate estive in quanto non mi ha dato prova di esserne all’altezza, ed è un peccato perché l’ho acquistato principalmente per avere un’alternativa al Double Wear con una coprenza un po’ più leggera. Credo che dia il suo meglio su chi ha una pelle normale, ma so per certo che piace anche alle pelli secche (come ad esempio Anna Gaia che ne ha decantato le lodi nella sua recensione).
  • Il suo pregio più grande è sicuramente la naturalezza e la capacità di fondersi con la pelle senza creare spessore – che può sembrare un controsenso con la mia osservazione sul finish cipriato ma vi garantisco che non è così. Il fondotinta arriva semplicemente a creare l’illusione che il proprio incarnato sia naturalmente perfezionato a mò di bambola, perdendo un po’ di luce ma senza sembrare finto (spero di essermi spiegata).
  • Il mio metodo di applicazione preferito per questo fondotinta è il pennello Red Amplify di Neve Cosmetics, in quanto non assorbe tanto prodotto quanto la spugnetta e garantisce una stesura uniforme.

Diciamo che chiuderei un occhio se fosse più resistente, ma purtroppo è una caratteristica che difficilmente riesco ad ignorare. Non so se una volta finito lo ricomprerei, ma è anche vero che in giornate non troppo calde e anche solo abbinato ad un primer levigante mi piace molto.

Info tecniche:

Prezzo: 43,50 € ca.

Quantità: 30 ml

PAO: 24m

Acquistabile su: Sephora / Douglas / Sabbioni

E voi l’avete provato? Avete intenzione di acquistarlo? Fatemi sapere!