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Vaneggiamenti da blogger in estasi / Ft. YSL Rouge Volupté Shine n.9

ysl 09 nude in privateMentre ero nel bel mezzo di un istante di venerazione acuta nei confronti della new entry in casa LACS (YSL Rouge Volupté Shine9 Nude in Private) mi sono soffermata per un istante a pensare all’evoluzione che ho subito nel corso degli anni in ambito cosmetico. Sono una di quelle ragazze che ha cominciato tardi ad avvicinarsi al mondo del makeup, partendo dalle unghie per scalare mano a mano l’immensità dei prodotti necessari a comporre un viso completamente truccato. Direi che il primo vero approccio l’ho avuto durante il primo anno di università, dopo un fallimentare periodo di eyeliner nero spiattellato a caso sugli occhi per sembrare un po’ trasgressiva. Credo di aver cominciato da occhi e labbra, e allora sembrava cosa buona e giusta seguire tutorial improbabili su Youtube per poi uscire di casa con diverse sfumature di viola e blu sugli occhi e labbra fucsia coordinate, il tutto incorniciato da una base inesistente se non per un paio di tocchi di correttore qua e là. Quando poi si è alle primissime armi la regola base per costruirsi una collezione di trucchi è: “Acquista tutto e spendi poco“, il che vuol dire che nei primi mesi (se non anni) ho depredato svariati Acqua&Sapone e negozi online super cheap alla ricerca dell’offerta migliore e dei prodotti più colorati reperibili, con il risultato che ho rapidamente accumulato una quantità vergognosa di rossetti, blush e ombretti che probabilmente avrò utilizzato sì e no tre volte per poi accantonarli in un angolino del cassetto. Sembrano passati secoli da quei giorni, ma la verità è che ho acquisito un po’ di self control solo un paio di anni fa, quando ho cominciato a capire che non era necessario circondarmi di cianfrusaglie inutili, bensì era arrivato il momento di selezionare e studiare per bene ogni prodotto.

Ho allora capito che less is more per davvero, e che fare la beauty blogger non vuol dire annegare in un mare di cosmetici inutili, bensì scegliere con attenzione i prodotti più adatti a me e studiarli in ogni loro sfaccettatura, per poi riferire le mie impressioni e venire incontro a chi si riconosce nelle mie necessità. Così ho cominciato a chiedermi se questo blush o quel mascara mi servisse davvero, a interrogare la mia pelle sulle sue esigenze in quanto a quale fondotinta scegliere e a studiare la forma dei miei occhi fino a capire che no, lo smokey eyes lilla non fa per me. E poi è stato il turno di eliminare gli eccessi: giornate passate a svuotare cassetti e selezionare i prodotti che effettivamente utilizzavo e amavo, fino a ridurre talmente tanto la mia collezione da dover ricomprare questo o quel prodotto di cui non mi era rimasto più niente. Un po’ alla volta ho perfezionato le mie conoscenze delle diverse categorie di trucchi, a capire quale texture di ombretti reputassi più valida e quale finish di fondotinta si adattasse di più alla mia pelle, man mano aggiungendo qualche pezzo se proprio lo sentivo necessario. Se oggi voglio togliermi qualche sfizio lo faccio, ma lo faccio con cognizione di causa: il blush in edizione limitata da 30€ lo acquisto perché sono sicura che quella tonalità mi dona e non ho niente che gli somigli, mentre il rossetto di Chanel lo voglio perché ha una texture favolosa e il colore è intramontabile. E poi negli anni anche i marchi low cost si sono evoluti, e di tanto in tanto ci si imbatte in dei prodotti magnifici che non costano più di un caffé e una brioche, il che è motivo di soddisfazione nonché di gaudio per le mie tasche.

Insomma, davanti al mio primo rossetto di YSL oggi reagisco diversamente da come avrei reagito qualche anno fa, riesco a vederci ben di più di un semplice marchio e una meravigliosa scatolina dorata. Sono felice di aver iniziato dalle basi, non credo che si possa dare il giusto valore a certi prodotti senza prima aver sperimentato tutto il resto… a 25 anni mi rendo conto di quante ore di  lavoro (mie) ci siano dietro a un tubetto di rossetto, e se avessi speso una mancia della nonna sicuramente non avrebbe lo stesso valore che gli do oggi. E dopo questo salto nel passato scusatemi ma torno a rigirarmi tra le mani questo splendido oggetto!

ysl nude in private lipstick

  • Ciao Sara! Innanzitutto grazie mille per i complimenti, mi fa sempre piacere scoprire dei lettori che mi seguono da tempo senza che io me ne accorga :)
    Per quanto riguarda il discorso “colore” ti dirò, in realtà nel mio lavoro non mi è possibile indossare niente di stravagante, anzi, la regola è di essere discreti ma curati, quindi non mi sarebbe comunque possibile sbizzarrirmi con trucchi particolarmente vivaci.
    Però non era mia intenzione lasciare intendere che crescendo io mi sia distaccata dai colori perché li ritengo pacchiani, bensì per il semplice fatto che fatico ormai a vedermi indossare colori sgargianti o comunque quella tipologia di makeup che tempo fa realizzavo qua sul blog (e che riguardandoli continuo ad amare!). Detto ciò, ammiro tantissimo chi se la sente di sfoggiare uno smokey eyes viola per andare a lavoro, semplicemente non credo che mi appartenga più…penso invece di voler tornare a realizzare qualche trucco del genere per il blog, giusto per divertirmi un po’ e per tornare a sperimentare con il colore nel tempo libero :)
    Grazie ancora di cuore e una buona giornata! :*

  • Quoto ogni singola parola.
    Anche io ho attraversato la fase Acquista trilliardi di cose e spendi poco, ritrovandomi poi con prodotti inutilizzati e abbandonati a sé stessi.
    Per carità, sono sempre affezionata ai mascara low cost della Essence però sto molto più attenta da quando ho provato dei prodotti più high end. Se ho le possibilità preferisco evitare di comprare 10 ombretti scarsi e permettermi una palette di Urban Decay o un rossetto di MAC, o magari un fondotinta più costoso. Quindi mi ritrovo molto in ciò che hai scritto. : )